Dottoressa Claudia Compagno – Psicologa e Psicoterapeuta a Saronno
Ordine degli Psicologi della Lombardia n° 17171
Ho citato le parole dello psicoterapeuta Irvin Yalom poiché mi sembrano rappresentare il concetto di ben-essere, che è un sentirsi e uno stare bene, con se stessi e con gli altri.
La casa non è intesa solo come un luogo, uno spazio fisico nel quale vivere e sentirci accolti e protetti; la casa è ancor prima la nostra persona, siamo noi.
Possiamo immaginarci, infatti, come delle case. Ogni casa ha una parte esterna, un corpo, e una parte interna; la parte interna è il posto in cui stanze, muri, mobili e altri arredi prendono il loro spazio, e che possono essere immaginati come i sogni, le emozioni e i bisogni che ciascuno di noi porta dentro di sé.
Ogni casa è diversa, sia fuori che dentro, ed è unica, come unica è ogni persona. La sua unicità riguarda anche i modi che ha di tracciare i propri confini, di stare al riparo quando ne ha la necessità e di mettersi in contatto con le case circostanti, quindi con gli altri.
Nel corso del tempo la vita ci mette di fronte ad eventi, imprevisti o scelte che possono mettere a soqquadro la casa, oppure può nascere l’esigenza di ristrutturarla, quando ad esempio nascono nuovi bisogni o desideri. Si possono quindi abbattere muri, costruirne di nuovi, modificare la disposizione dei mobili oppure cambiare qualche arredo.
Ristrutturare la propria casa interna è un momento molto importante, poiché significa darle nuova vita e un diverso aspetto, in modo da creare (o ri-creare) un ambiente adatto per sé, in cui “sentirsi a casa nella propria pelle”.
Il lavoro psicologico aiuta proprio a “sistemare casa”: significa intraprendere un percorso personale di crescita e di cambiamento, durante il quale la persona potrà riordinare o cambiare qualcosa della propria abitazione interna, passo dopo passo, secondo tempi e modalità proprie.